La frenetica Londra, con i suoi impazienti automobilisti, con la sua Tube affollata, con lo stress della crisi finanziaria, ha l’occasione per una pausa di relax. Così un articolo del Times Online annuncia l’arrivo nella capitale inglese del movimento Go Slow, che organizza l’evento Slow Down London, un festival di dieci giorni dal 24 aprile al 4 maggio 2009.
Correre è una condizione distintiva dei nostri tempi, anche quando ciò non è proprio necessario. Abbiamo fretta sempre e viviamo in modo poco equilibrato il nostro ambiente circostante e i nostri spazi di vita sociale. Essere impegnati sempre ed essere sempre busy condiziona anche le nostre città, che attraverso questa concezione di tempi rapidi organizzano i propri spazi, le vie di traffico, i servizi.
Tessa Watt, organizzatrice dell’evento londinese dice al Times: “There’s a sense in a city like London that we do tend to run around like mad rabbits in a hutch. We get angry with someone ambling slowly on the pavement, and we want to throttle someone if they haven’t got their Oyster card out at the gate of the Tube. Things are a little bit out of hand.”
Recuperare una dimensione più umana del proprio vivere attraverso iniziative “sostenibili”, in particolare nelle città, da originale e a volte eccentrica proposta di pochi è divenatato in questo periodo un imperativo diffuso, anche grazie al contributo che alcune attività possono dare in tempi di crisi. L’articolo del Times richiama tutta l’esperienza di Slow Food e Slow City nata proprio in Italia, ma, come abbiamo inziato sottolineare anche su questo blog, c’è un movimento a livello globale di promozione di attività sostenibili che rimettono al centro il rispetto dell’ambiente, della salute e della dimensione umana delle nostre società.
A Londra i dieci giorni di “festival lento” prevedono molte attività, che si possono consultare sul sito dell’evento. L’obiettivo è quello di far capire che a volte bastano piccoli gesti per migliorare la qualità della vita. Infatti Ms Watt dice, sempre nell’articolo del Times: “We’re not saying that people should be going slowly all the time, but stress and speed are major issues for most people in big cities. This is an opportunity to highlight the issue and help people create a little bit of space in their lives. It can be as simple as taking a lunch break – al fresco, not al desko. Or leaving time between appointments so that you can walk a bit slower and enjoy the environment around you.”
uauuu ke bel post !
mi ricorda i miei momenti belli in serbia a degustare un caffè turco per una buona mezz’ora con gli amici invece che una sorsata in piedi e via come facciamo qui in italia
sta per uscire la mostra sulla slovenia della mia amica lorenza..
appena ho notizie vi faro’ sapere
si tratta di graffiti.. deve essere molto interessante !
ciao metapolis.. cmokic””
la mostra sulla bosnia si terrà a ferrara (città incantevole dal punto di vista delle vivibilità !) dal 17 aprile al 10 maggio presso il circolo arci di via ragno 15
peccato abitare tanto lontano !!!
Bel post, mi fa fare un salto indietro di (quasi) dieci anni alla mia permanenza londinese…. devo dire che il ‘passo londinese’ (ovvero una camminata poco più lenta di una corsa) l’ho perso solo di recente… Ti veniva da correre anche se avevi tutta la giornata davanti.
Fa piacere una controtendenza allo slow down… Cmq già prima di questo movimento qualche rallentamento lo si avvertiva: nei magnifici parchi (avercene di St James’s Park…) o in coda per gli arancini siciliani di DIno a Fitzrovia….
Ciao
GIuseppe
http://balkan-crew.blogspot.com/2009/04/bosnian-graffiti-ms-larsen.html
arancini siciliani ?
mhhhh .. buoni
ma io non sarei poi cosi’ contenta di vivere lentamente
si.. trovare il tempo di parlare con gli amici, magari davanti a degli arancini siciliani..
ma mi piace fare tante tante cose !!
mi sono permessa di riprendere e linkare il post qui
http://cittaslow.blogspot.com/2009/04/slow-down-london.html
fammi sapere se ci sono problemi che modifico
adele
grazie adele!
nessun problema, anzi, mi fa molto piacere e…teniamoci in contatto!
slow down significa anche non mangiare mentre si cammina (una cosa che purtroppo ho imparato a fare a londra e che ho dovuto disimparare con molto impegno qui a roma) ma anche non telefonare mentre si cammina, non guardare gli sms o la posta sul blackberry. non urlare nel telefono cose personali o discutere di lavoro.
ogni mattina in autobus a roma c’e’ qualcuno che risponde al cellulare e con ansia dice “si si sto arrivando, guarda sono nel bus, tra poco sono in ufficio” e va avanti per 5 minuti a dover ansiogenamente tranquillizzare un capo ansiogeno.
tutto cio’ e’ pavloviano non e’ mica intelligente.
grazie per il post!!
[...] Metapolis dedicates a beautiful post to the Slow Down London initiative. Let’s try to do the same in Rome…the dolce vita is a myth, and also in Rome the rat race is on. We should look more around us, and less in our text message screen of our phones. [...]
grazie stripedcat, infatti credo che la lentezza dovrebbe avere senso proprio come appropriazione personale del tempo e degli spazi, anche come scelta autonoma di ognugno di noi di darsi delle regole di “sostenibilità”. La lentezza non come scelta di non vivere alcune cose, ma come scelta di vivere meglio.
intanto oggi è uscito un articolo anche su repubblica.it sulla manifestazione di Londra e sulla lentezza, ecco il link http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/festival-lentezza/festival-lentezza/festival-lentezza.html?ref=hpspr1