Mio padre mi diceva sempre che io non sarei mai diventato ricco perché non riesco a dire in una o al massimo due parole il mio mestiere. Ed infatti ogni volta che qualcuno mi chiede cosa faccio parte un giro di parole che messe per iscritto occuperebbero almeno due righe.
In realtà sono un libero professionista, uno del grande mondo delle partite iva, ma anche la definizione della mia classe di partita iva lascia spazio alla vaghezza: “ricerca e sviluppo anche sperimentale nelle scienze sociali e umanistiche”. E cioè?
Da quando ho avuto delle docenze universitarie tutto è divenuto più semplice, potendo dire “insegno all’Università”. Ho un dottorato in Scienze Sociali, ma anche nell’insegnamento ho spaziato in diverse discipline, dalla sociologia del territorio, al governo locale, alla governance e progettazione partecipata, allo sviluppo locale, alla metodologia della ricerca.
Eppure essere docente universitario non è che una parte delle mie attività. Probabilmente sono un nomade del lavoro, tipico della contemporaneità, ma sono contento di aver fatto più cose: il progettista, il consulente, l’esperto, l’osservatore, il docente, il ricercatore e anche il ghost writer.
Ho studiato e lavorato nelle periferie urbane, nella progettazione partecipata e sociale, nello sviluppo socio-territoriale , nella progettazione strategica, nella cooperazione transfrontaliera, nel post-conflitto e nella progettazione europea.
Forse per questo mi occupo di città. Perché la città è un tutto e se non è tutto non è città. La città è pluralità, diversità, moltitudine. La città è cooperazione e conflitto. La città è futuro e memoria. La città è integrazione e esclusione.
Ho avuto la fortuna di viaggiare, per lavoro e per studio, ma anche per piacere, e di osservare più mondi, passando dall’America Latina all’Europa ai Balcani, dalle favelas di San Paolo agli spazi contesi di Mostar e Mitrovica, dalla collaborazione transfrontaliera di Copenhagen-Malmoe a quella di Gorizia–Nova Gorica, dal foresight territoriale delle città francesi alla transizione dell’Europa dell’est, dai grandi luoghi della politica europea a Bruxelles alle associazioni di anziani di quartiere di Trieste.
Ah, mi occupo anche di politica – in fondo la città è uno spazio politico – ma questa è tutta un’altra storia…
[...] Sergio Maistrello Luca de Biase Massimo Mantellini Luca Sofri Matteo Bordone Zoro Luca Conti Leonardo Spinoza Giorgio Placereani Gaspar Torriero Giorgio Jannis Lankelot Mauro Gasparini Web e Conoscenza PreVisioni e PreSentimenti InnerNet Andrea Buoso Antonio Sofi Beniamino Pagliaro Matteo Apuzzo [...]