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Archive for febbraio 2009

Poco tempo fa ho fatto un post su questo libro e ora sono felice di presentarlo insieme a Mauro e Michele-

Sabato 28 febbraio 2009 ore 11.00, presso la libreria Minerva in Via San Nicolò 20 a Trieste ho il piacere di presentare il libro di Michele Nardelli e Mauro Cereghini DARSI IL TEMPO IDEE E PRATICHE PER UN’ALTRA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE (Editrice Missionaria Italiana). (altro…)

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unmik-a-mitrovica1È passato un anno dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo e la città di Mitrovica continua a demarcare un confine con una profonda portata simbolica. Un confine lungo il corso di un fiume, l’Ibar, un confine che si identifica, se così possiamo dire, in un ponte. I paradossi dei confini, dove i ponti sono luoghi di conflitto e di contrapposizione invece che di legame e di unione.

Mitrovica è una città divisa, divisi sono due popoli, due culture, due mondi. Una città che vive su questa contrapposizione, con mezza città che guarda a nord, verso la Serbia, e l’altra metà che guarda a sud, verso il Kosovo. Apparentemente senza grandi scontri, ma con una tensione latente, con una preoccupazione quasi nascosta, per una popolazione che ha visto momenti ben più duri e ben più conflittuali per prendere paura delle bombe che ogni tanto vengono fatte esplodere presso gli edifici sedi della comunità internazionale. (altro…)

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Leggo oggi su Repubblica.it una notizia, riportata nella sezione TV, che desidero riportare subito, sia per l’attualità che il tema dell’immigrazione continua ad avere più come emergenza che come politiche di integrazione, sia perchè si inserisce secondo me in modo interessante sulla riflessione sugli impatti della crisi sulle nostre società.

usa-mexico-border-wallLa polizia di frontiera statunitense ha deciso di diffondere oltre il muro del confine con il Messico canzoni in lingua spagnola che descrivono la vita drammatica dei clandestini messicani negli Stati Uniti, in modo da dissuadere appunto i messicani e le altre persone dal tentare la fortuna oltre confine. Una sorta di pubblicità anti-immigrazione, un’azione persuasiva fatta con le stesse voci dei latinos, un tentativo quasi “occulto” di auto-convincimento che dovrebbe spingere le migliaia di clandestini a pensare che non conviene scappare dai loro paesi e rischiare.

Sul confine e sul muro Messico-Stati Uniti c’è online molto materiale e vi segnalo un bell’articolo su National Geographic con bellissima galleria fotografica da cui è tratta anche la foto qui su (di Cook and Jenshel). (altro…)

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Se i nostri centri urbani non hanno più spazio per aree verdi, costruiamole sopra la città. Questo devono aver pensato gli architetti promotori di uno dei progetti più originali del verde urbano.

parco-ny-da-corriere-casaLa ricerca dell’equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale, che spesso viene fatta in architettura (famosi in questo senso sono i tetti-giardino da Le Corbusier in poi), presenta ora un’idea alquanto orginale, che è in fase di realizzazione a New York.

Si tratta del recupero e riutilizzo di un tratto di linea ferroviaria sopraelevata ormai dismessa, che diverrà appunto parco, una sorta di corridoio verde urbano in mezzo ai grattacieli e, appunto, sopraelevato. L’idea che darà un nuovo spazio verde di socialità a Mahattan è degli architetti Diller Scofidio e Renfro in collaborazione con il gruppo Field Operations (la cui filosofia, tratta dal sito world-architects.com è “Whatever the scale and scope, our practice looks to respond with imagination and clarity to the unique circumstances of each project, crafting ecologically smart and culturally significant built works of lasting distinction”).

Sul progetto dell’higline park a New York vedi l’articolo e la galleria fotografica sulla sezione Casa del Corriere.it

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Eredità

I nostri avi ci hanno lasciato in eredità
degli Schonbrunn, dei Palazzi d’Inverno,
dei Ponts Charles,
delle Piazza San Marco,
senza menzionare
i Westminster
che rappresentano
i drammi di Shakespeare,
i romanzi di Tolstoi
o la “suite n. 3” di Bach.

E noi altri,
cosa lasceremo in eredità
ai nostri discendenti?

Degli snack-bar,
delle stazioni di servizio,
dei garages,
e qualche anti-romanzo.

di Izet Sarajlić

Una grande poesia di un grande poeta bosniaco. A proposito dei paesaggi e delle città che stiamo modellando…

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