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Posts Tagged ‘Brasile’

A Lisbona ho avuto l’occasione di vedere l’esposizione fotografica “Direito à Memória e à Verdade. A Ditadura no Brasil 1964-1985”, organizzata dalla Segreteria Speciale dei Diritti Umani della Presidenza della Repubblica brasiliana.

L’eposizione è stata ideata originalmente come momento di commemorazione dell’anniversario della promulgazione della Legge di Amnistia del Brasile, ed è stata aperta al pubblico per la prima volta nel 2006. Il progetto del Governo del Brasile punta a non far dimenticare una pagina di storia che è stato il periodo più buio della storia repubblicana del Brasile.

L’esposizione porta il visitatore attraverso la cronaca di quegli anni nei quali la privazione delle libertà e la violazione dei diritti politici e civili ha caratterizzato la vita del Brasile. La dittatura del Brasile è meno conosciuta di quelle di altri paesi, forse perchè sotto certi aspetti è stata meno violenta e meno caratterizzata da fatti enormemente tragici come ad esempio in Cile o in Argentina. Ciò non toglie che il periodo delle dittature militari in America Latina ha visto anche in Brasile la presa del potere di un governo autoritario e la privazione delle libertà fondamentali per ben vent’anni.

Il progetto quindi restituisce non solo alle vittime ma anche a tutti i cittadini brasiliani il diritto a ricordare quegli anni e a vedere riconosciuto ciò che è successo. E la memoria deve essere da monito soprattutto per le nuove e future generazioni. Anche per questo all’interno del progetto è stato organizzato anche un corso, che trovate al seguente indirizzo http://www.direitomemoria.org.br/ .

C’è anche una pubblicazione, disponibile gratuitamente online all’indirizzo http://www.presidencia.gov.br/estrutura_presidencia/sedh/.arquivos/livrodireitomemoriaeverdadeid.pdf .

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rio2016_apresentacaoLe Olimpiadi 2016 si faranno a Rio de Janeiro. Questa la decisione del Comitato Olimpico ieri sera, che ha premiato la città brasiliana in lizza con altre grandi città, tra le quali Madrid, Chicago e Tokyo.
Sarà la prima volta in America Latina. Sarà una grande prova per il Brasile e per Rio de Janeiro.

Le cose da fare sono moltissime, mancano sette anni ma, come scritto da qualcuno, bisogna iniziare oggi, non domani o dopodomani. Soprattuto bisogna capire se questo evento sarà, almeno in parte, un beneficio anche per la stragrande maggioranza povera della popolazione.

Per un giorno festeggiamo la notizia. Auguri Rio!! Viva sua paixão!

Il sito del comitato Rio2016 è questo http://www.rio2016.org.br

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Buone notizie per l’autocostruzione, pratica di risposta al disagio abitativo che purtroppo  in Italia non è stata ancora presa seriamente in considerazione. Infatti, a parte qualche positiva esperienza (vedi ad esempio l’attività interessantissima della Cooperativa Alisei di Perugia), nel nostro paese le politiche abitative hanno stentato a rendere più flessibile la loro offerta e ad innovare le pratiche, comprendendo difficilmente alcune azioni alternative a quelle classiche, tra cui l’autocostruzione.

Il problema in un certo senso è culturale, perchè l’autocostruzione viene associata spesso, ingiustamente, a pratiche illegali. (altro…)

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Un città d’inferno, a dispetto del nome. Paraisópolis, a São Paulo, di città paradisiaca ha sempre avuto ben poco, essendo il luogo dove sorge una delle più grandi favelas della città e del Brasile intero (si parla di 100mila abitanti), ma da qualche settimana la favela è più “inferno” di prima, tanto da meritarsi questo titolo.

paraisopolis-da-peacereporternetLa favela è occupata dalla polizia, a seguito delle violenze e degli scontri successivi all’uccisione di un giovane da parte della polizia durante un inseguimento e un arresto circa un mese fa. Ho trovato questa notizia leggendo il sito della rivista Internazionale, nella sezione Cartoline, tra le notizie dei giornali del Brasile. PeaceReport dice che si tratta dell’operazione di polizia più imponente degli ultimi anni.

Voglio riportare proprio l’articolo citato da Internazionale, dalla rivista Caros Amigos, che dà il titolo al nostro post. (altro…)

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Leggo oggi su Repubblica.it una notizia, riportata nella sezione TV, che desidero riportare subito, sia per l’attualità che il tema dell’immigrazione continua ad avere più come emergenza che come politiche di integrazione, sia perchè si inserisce secondo me in modo interessante sulla riflessione sugli impatti della crisi sulle nostre società.

usa-mexico-border-wallLa polizia di frontiera statunitense ha deciso di diffondere oltre il muro del confine con il Messico canzoni in lingua spagnola che descrivono la vita drammatica dei clandestini messicani negli Stati Uniti, in modo da dissuadere appunto i messicani e le altre persone dal tentare la fortuna oltre confine. Una sorta di pubblicità anti-immigrazione, un’azione persuasiva fatta con le stesse voci dei latinos, un tentativo quasi “occulto” di auto-convincimento che dovrebbe spingere le migliaia di clandestini a pensare che non conviene scappare dai loro paesi e rischiare.

Sul confine e sul muro Messico-Stati Uniti c’è online molto materiale e vi segnalo un bell’articolo su National Geographic con bellissima galleria fotografica da cui è tratta anche la foto qui su (di Cook and Jenshel). (altro…)

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A proposito di Biennale di Architettura di Venezia, nel mio piccolo posso dire di averci partecipato anch’io, nel 2000. Il tema della mostra internazionale era “Città: Less Aesthetics, More Ethics”, e già dal titolo si capisce l’intenzione che c’era di aprire una finestra sul ruolo sociale dell’architetto e sull’influenza del suo lavoro sulla società sill’ambiente, sul futuro delle comunità umane.

Il direttore di quella mostra, Massimiliano Fuksas, aveva promosso anche un’esposizione online, chiamata appunto Expo Online, nella quale aveva raccolto idee, progetti e riflessioni provenienti da diversi settori professionali. I contenuti di quella sezione sono stati poi pubblicati, in inglese, su un volume edito dalla Marsilio.

Appena tornato da San Paolo (dove ho svolto la mia ricerca di dottorato) ho proposto una riflessione sullo sviluppo diseguale della metropoli brasiliana, e il testo con una decina di foto è stato accettato e ospitato nell’Expo Online. Voglio qui riproporre la versione italiana, più lunga di quella inglese poi pubblicata, ricordando che è un testo scritto nel gennaio del 2000 (e mi scuso della lunghezza del post!).

São Paulo nel XXI secolo:tra la conquista del cielo e la conquista della terra

di Gian Matteo Apuzzo

São Paulo è la città del Brasile del XX secolo.

Non lo è Brasilia, chiusa nel suo mito politico e urbano di città unificatrice, e incapace di trovare alternative reali ai noti problemi legati alla crescita metropolitana. L’utopia realizzata di Costa e Nyemeier ha dimostrato che è possibile creare una nuova città ma estremamente più difficile realizzare una città nuova.

Anche Rio de Janeiro è dietro São Paulo. Rio è la città brasiliana per il resto del mondo, è tutto ciò che di brasiliano si cerca. E’ una città però che da tempo stenta a trovare la sua dinamicità e che si anima solo per le feste e per i turisti.

São Paulo, nel corso del XX secolo, più di ogni altra in Brasile ha esercitato il ruolo tipico di città, di centro dinamico funzionale per un intorno sempre più grande, di punto di attrazione per milioni di persone, prima meta d’oltre oceano per chi desiderava “fare fortuna in America”, poi meta interna per i brasiliani che desideravano “fare fortuna in città”.

Lo sviluppo urbano è stato improvviso e rapido, spinto dall’economia legata al caffè e poi dall’industria in espansione, ed ha portato São Paulo, da piccola cittadina di 250.000 abitanti nel 1900, ad essere tra le maggiori metropoli del mondo. Oggi la città è il polo economico finanziario del Brasile se non dell’intero continente sudamericano, e conta circa 11 milioni di abitanti nella capitale e più di 17 nella regione metropolitana. (altro…)

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