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Archive for febbraio 2010

Possibile pensare a Rio de Janeiro senza favelas? Possibile riuscire davvero a cambiare faccia alle metropoli del Brasile? Così è nelle intenzioni del Presidente Lula, anche se sembra un “sogno” legato  alle possibilità che danno le grandi manifestazioni sportive che la metropoli carioca ospiterà nei prossimi anni.

Vi segnalo su questo l’articolo che pochi giorni fa ha pubblicato il Sole24Ore dal titolo “Favelas addio? Lula cambia faccia a Rio” , con un bel reportage di Roberto Da Rin.

Scrive Da Rin: “È una di quelle sfide epocali che solo un Paese come il Brasile puó annunciare. Non solo rifondare, riprogettare una grande cittá, ma ripensare al modo di essere e di vivere di 12 milioni di abitanti. Immaginare una nuova “cosa”: Rio de Janeiro mondata dalle sue infamie. Senza favelas, senza narcotraffico, una rinascita per le 165 cittá-nella-cittá che negli ultimi cent’anni si sono moltiplicate davanti, dietro e a fianco del Cristo Redentore. Abbattere, ricostruire, fornire una rete elettrica e idrica. Non è un sogno, è un progetto politico, infrastrutturale e sociale che il sindaco di Rio, il giovane Eduardo Paes, 40 anni, lancia con l’aiuto di Lula, il presidente-operaio che l’anno prossimo terminerá trionfalmente il suo secondo mandato e che oggi veleggia sopra l’80% di consensi.
Paes, per pragmatismo, non vuol sentire parlare di utopia, ma di progetto
.”

Un grande piano urbanistico che dovrebbe cambiare faccia a Rio de Janeiro e di conseguenza al Brasile intero, tra sogni e azioni concrete. I grandi appuntamenti, Mondiali di calcio 2014 e Olimpiadi 2016, rappresentano cenrto una grande opportunità per il Brasile, con gli ingenti finanziamenti che arriveranno, ma anche un rischio, perchè tutti gli occhi del mondo saranno puntati sul paese e sui suoi contrasti.

In questi anni a Rio ci sono state molte iniziative nel settore dell’abitazione e del recupero urbano e sociale di quartieri degradati, promosse e sostenute dalla Secretaria Municipal de Habitação della Prefettura della città (vedi sito), alcune delle quali inserite nel Programa de Aceleração do Crescimento (PAC – vedi mappa ), altre nel programma Favela-Bairro (vedi mappa).

Al di là dei sogni, a Rio de Janeiro una nuova politica urbana rispetto alle favelas e agli insediamenti illegali è già iniziata: ad esempio è stato stabilito che 119 favelas saranno completamente rimosse entro la fine del 2012, su una lista stabilita dalla Prefettura di Rio de Janeiro, favelas situate in zone a rischio ambientale.  Certo è che circa 2, 34 milioni di metri quadrati “liberati” verranno destinati alla costruzione di campi da gioco in vista delle Olimpiadi del 2016. La Prefettura di Rio afferma che tutti gli abitanti delle favelas rimosse potranno scegliere una casa alternativa, ma le azioni messe in campo non sempre sembrano avere l’obiettivo di dare un’abitazione dignitosa a tutti gli abitanti della metropoli.

Scegliere tra rimozione e contenimento delle favelas è una falsa questione, almeno finchè non vengono attuate delle vere politiche di cittadinanza e di accesso all’abitazione adeguate alla realtà della città e del paese, come afferma in un editoriale Jorge Luiz Barbosa, coordinatore dell’  Observatório de Favelas: “… deve-se considerar o acesso à moradia como uma política pública mais ampla do que construir unidades habitacionais, pois além da infra-estrutura necessária de saneamento e transporte, é indispensável incluir ações de geração de trabalho e renda, assim como os investimentos em serviços educacionais e culturais, para os espaços populares já consolidados e os em consolidação. Trata-se, portanto, de política urbana democrática e transformadora, pois permitirá que direitos fundamentais sejam reparados e assegurados, sobretudo para as comunidades marcadas pela desigualdade sócio-territorial. É papel do Estado – com a participação democrática da sociedade civil – promover políticas públicas de integração da cidade como um todo. Eis a questão!

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